ArtOrto continua

Viene spontaneo e normale un parallelismo fra natura e arte, ed in particolare fra arte ed orto, perché la creazione è il risultato di un periodo d’incubazione, quando l’idea è nella mente e lavora per accrescersi e ad un certo punto, eccola balenare dalle mani del suo creatore, così come quando si coltiva l’insalata o il pomodoro o che sia. Ormai i tragitti da Milano a Villa sono giunti quasi al termine, e termineranno con la fine dell’inverno, quando il monte ore del primo semestre dell’accademia finirà; è giunto quindi il momento di pensare al giardino. E’ la primavera che lo risveglia, dopo un periodo di sonno e di apparente morte. Un momento importante che segna la produzione dell’anno in corso. Molte cose sono da fare, a parte la preparazione al terreno c’è anche la passata dei diversi prodotti contro le malattie, l’albero produce ma bisogna aiutarlo e quindi si passa dai prodotti a base di ziram e dodina, all’olio bianco agli insetticidi “a largo spettro d’azione”.
Ci troviamo coinvolti nel lento fluire della natura dal 2001, quando ci siamo sposati e siamo andati a vivere in una piccola casetta con attorno 1000 mq di terreno… all’inizio è stato difficile, perché la non conoscenza delle piante ti fa sentire piccolo ed inesperto. Effettivamente quando abbiamo deciso di prendere questa casa, non abbiamo pensato a tutto quello che ne poteva scaturire, eravamo solo stati colpiti dal grande box: un ottimo posto per le nostre sculture, ci siamo detti. Ed effettivamente è così, perché vi è una stanza che è il giusto “athanor” dove trovano esito le nostre idee e il giardino accoglie molto accondiscendente uomini di metallo che cercano di determinare la propria esistenza nella realtà.Questo box-studio è proprio l’ideale per ospitare il nostro laboratorio di scultura, c’è il posto per saldare, usare il taf ed anche per discutere delle nostre continue idee e ricerche che fanno della vita e dell’arte un tutt’uno.
Ci troviamo coinvolti nel lento fluire della natura dal 2001, quando ci siamo sposati e siamo andati a vivere in una piccola casetta con attorno 1000 mq di terreno… all’inizio è stato difficile, perché la non conoscenza delle piante ti fa sentire piccolo ed inesperto. Effettivamente quando abbiamo deciso di prendere questa casa, non abbiamo pensato a tutto quello che ne poteva scaturire, eravamo solo stati colpiti dal grande box: un ottimo posto per le nostre sculture, ci siamo detti. Ed effettivamente è così, perché vi è una stanza che è il giusto “athanor” dove trovano esito le nostre idee e il giardino accoglie molto accondiscendente uomini di metallo che cercano di determinare la propria esistenza nella realtà.Questo box-studio è proprio l’ideale per ospitare il nostro laboratorio di scultura, c’è il posto per saldare, usare il taf ed anche per discutere delle nostre continue idee e ricerche che fanno della vita e dell’arte un tutt’uno.

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